I Compro Oro nell’occhio del ciclone, in bilico tra appetitosi affari e legalità

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compro oroQuello dei compro oro è di sicuro uno di quegli argomenti che continua a fa parlare di sé anche per l’ampio diffondersi che ha avuto nel corso degli ultimi anni.

Il concetto che è alla base di queste attività non è così recente e, anzi, è ben radicato nel nostro territorio e vede come antenato il Banco dei Pegni, anche con il nome di Monte di pietà o Monte dei Pegni. Ai tempi, l’attività di questo banco era un’attività caritatevole e sociale ideata dai Francescani per aiutare coloro che erano in difficoltà.

Il funzionamento era molto semplice, si portavano presso questo luogo oggetti, gioielli e altro e li si lasciavano in cambio di soldi contanti, con la possibilità di ricomprare il bene impegnato in un secondo momento.

Nel corso degli anni questo tipo di attività si è evoluta e si sono create delle attività più specifiche per la vendita di oggetti mentre per la vendita di oro e preziosi ci si rivolgeva alle oreficerie o gioiellerie.

Quindi, l’attività svolta dai compro oro Roma è senza dubbio una di quelle che esistono da sempre nel nostro paese ma che, soprattutto negli ultimi anni, hanno visto in tutta Italia e in particolare a Roma, una crescita esponenziale con tanto di campagne pubblicitarie allettanti e cartelloni in giro per la città, attirando l’attenzione di molti clienti che, magari spinti dalla crisi economica, vedevano in questi negozi il modo più rapido per guadagnare qualche soldo.

Ma soprattutto, è da sottolineare che sempre di più questo tipo di esercizio ha avuto una virata verso territori al limite della legalità e del riciclaggio con modalità di compravendita il più delle volte losche e irregolari.

 Ovviamente continuano ad esistere compro oro di qualità e molto seri però sempre più spesso, dietro questi negozi si sono scoperti in realtà dei giri di gioielli rubati e riciclaggio, il che ha spinto nel giro di poco tempo alla chiusura di un altissimo numero di compro oro e compro diamanti a Roma e in molte altre città italiane.

Questo anche perché la maggior parte di tali esercizi commerciali non seguiva delle regole molto rigide imposte sia dall’Antitrust sia dal comitato di sicurezza finanziaria del Ministero del tesoro.

Per rispettare le norme previste dalla legge antiriciclaggio, bisognerebbe capire prima di tutto la provenienza dell’oggetto e compilare durante la compravendita tutta una serie di informazioni tra cui quella dell’incisione e quella del venditore tramite la presentazione della carta di identità.

Tutti questi dati devono essere riportati su un apposito registro fornito dalla Questura, che serve a tutelare acquirente e venditore. Queste ed altre regole ovviamente non vengono rispettate dalla maggior parte dei negozianti, e spesso e volentieri i Carabinieri hanno scoperto che i dei gioielli rivenduti ai compro oro erano rubati e i venditori persone già sotto l’occhio della polizia.

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