Moby Dick – Il mare, la Balena Bianca e un viaggio ai confini della conoscenza. Un’esperienza artistica teatrale sublime

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ROCCA DI PAPA/ Cultura – Metti una sera. Una sera di sabato, a Roma. In un vero quartiere “romano de Roma”, la Garbatella. Metti un teatro, l’Ambra alla Garbatella, appunto. Già all’ingresso, varcando il cancello, lo sguardo sale verso l’alto a osservare un antico campanile e quel cortile… è già teatro. Lo sai e provi a immaginare e poco dopo, ancor prima di entrare, accomodarti in poltrona, là in quel piazzale ti trovi coinvolto in una trama che ti catapulta altrove: non più a Roma in quel suo storico quartiere, ma a Nantucket, ultimo lembo di terra vicino al mare dove il pubblico risponde quasi in trance a un predicatore e incontra il giovane Ismael, là appena giunto per partire.

Un viaggio in cerca di se stesso. Un viaggio che necessita non di terra ferma, bensì di terra mobile, ossia di Mare. E tutti partono, si imbarcano sul Pequod, la baleniera insieme a Ismael: un mondo surreale fatto di incontri e di contatti che percepisci e vivi mentre ti dirigi al tuo posto, verso quella poltrona sulla quale, ricordi, sei spettatore in un teatro al centro di Roma. Ma è un attimo, immediatamente la storia ti fagocita e osservi intorno, tra luci e ombre, la più svariata umanità che passa, cammina, ti abbraccia, ti parla, t’ignora, ti fa sentire al centro di tutto, su quella baleniera, metafora falconi in moby dickdel Pianeta Terra, sulla quale Ismael percepisce che solo nella mutevolezza dell’acqua può trovare il suo posto fermo.

Tutti alle prese con l’equipaggio a ricorrere la Balena Bianca… “Moby Dick- Me stesso. Cerco.” è la personale rilettura di Enrico Maria Falconi regista di questa singolare rappresentazione e interprete di un Akab dalla poliedrica personalità, che racchiude in sé l’insaziabile fame di conoscenza di un coraggioso Ulisse e l’implacabile operosità di Caronte, traghettatore di anime. Avvalendosi di un cast di oltre settanta artisti tra attori, ballerini, acrobati e cantanti, tutti impegnati nella caccia di Moby Dick, Enrico Maria Falconi, ideatore della Compagnia Teatrale “Blue In The Face”, con la sua regia ha proiettato tutti gli spettatori in un’avventura dove l’uomo crede di essere al centro di tutto e non si accorge che il Leviatano – allegoricamente identificato come il caos primordiale, biblicamente espressione della volontà divina – (la Balena Bianca) ha già, come creatore, ingurgitato il Pequod ( e, quindi, la Terra). Il capitano Akab ne è cosciente, ma non potendo sfuggire alla sua fame di conoscenza, non può fare a meno di condurre l’equipaggio verso una fine naturale. Inaspettato l’epilogo nella manifestazione di quello che gli uomini credono sia Dio ma, forse, è solo un suo emissario. – Un’esperienza artistica meravigliosa con un’emozione particolare e difficilmente descrivibile, tutti insieme consapevoli che stavamo realizzando qualcosa di unico e che comunque sarà ripetibile! Insomma… Attenti a Voi, c’è Moby Dick! – esclama il regista, visibilmente compiaciuto e soddisfatto. C’è da ben credergli, visto il lavoro lodevole che ancora una volta mette in evidenza la valida progettualità della Compagnia BITF, impegnata anche nel nostro Teatro civico di Rocca di Papa, in laboratori di didattica e miglioramento delle tecniche teatrali, nonché nell’organizzazione dell’attuale stagione teatrale.

Molti gli allievi coinvolti nelle rappresentazioni proposte dalla Compagnia che, al termine del suo anno accademico, metterà in scena un bel saggio finale del quale tutti potremo essere spettatori. Un viaggio nella fantasia e nell’immaginazione.

Viva il teatro!

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