Un sogno che riparte, fermento e tanto entusiasmo al Centro Equestre dei Pratoni del Vivaro che riapre finalmente i battenti

0

ROCCA DI PAPA / Attualità – E’ stata una festa, la tanto attesa riapertura del Centro Equestre dei Pratoni del Vivaro ha calamitato oggi sui prati del compendio, che si snoda sulle colline verdi al confine di Rocca di Papa con Rocca Priora e Velletri, tragicamente chiuso dal 2013, tanti appassionati del mondo dell’equitazione, che hanno affollato la zona del laghetto per essere ancora una volta protagonisti di una storia che riparte.

Non c’è più il Coni e la gestione non sarà più della Fise. Le carte in tavola sono enormemente cambiate e la sfida è di quelle più ardue. Ora c’è il Comune di Rocca di Papa, che dopo lunghe battaglie, supportato dai colleghi di Ariccia, l’ex Emilio Cianfanelli e di Rocca Priora, Damiano Pucci, è riuscito a ricevere il bene in gestione dal Demanio (dopo il trasferimento attivato dal Coni), mentre si attendono gli esiti del federalismo demaniale per avere la piena proprietà. Con delibera di giunta il Comune castellano ha poi dato la gestione all’Accademia Caprilli – Pratoni del Vivaro, del presidente Giulia Serventi e del consigliere Mauro Checcoli, compagno di battaglie, plurimedagliato alle Olimpiadi di Tokyo.

Il panorama ora è dei più desolati, anni di abbandono e ruberie – come ha detto Checcoli – hanno fatto seri danni e le risorse di cui si necessita sono davvero tante, ma all’orizzonte, la chiave di volta potrebbe essere la candidatura di Roma alla Olimpiadi 2024, per le quali i Pratoni del Vivaro sono stati scelti come location per le gare di completo. Intanto ci sono volontari e appassionati, tanti, che dalle fila di chi ha fatto sempre il tifo per la riapertura, sono passati ora all’azione tentando di sistemare il più possibile il centro per poter essere fruito nuovamente. Uno su tutto Fabio Fani Ciotti, infaticabile organizzatore che è a capo del comitato di gestione in loco messo in piedi dall’Accademia Caprilli per passare immediatamente all’azione.

L’entusiasmo era tangibile. Quel terreno così morbido, ottimale per i cavalli, dove hanno cavalcato tantissimi  campioni internazionali, è caro a molti. Un applauso spontaneo è esploso quando il presidente della Fise, Vittorio Orlandi, ha espresso soddisfazione perché il centro equestre è tornato ad essere “vostro” – ha detto – cioè di chi lo ama e lo frequenta tutti i giorni. “Mi sono reso conto del dolore che aveva provocato la chiusura del centro – sono state le parole di Orlandi -. Noi siamo interessati e faremo sicuramente la nostra parte, perché vogliamo allenare qui i cavalieri delle Olimpiadi di Rio. Spero che già dal mese di settembre si riesca a portare delle gare, anche se sarà importante che ci siano anche altri sport. I soldi stanziati dal Coni (200mila euro, ndr) non sono molti e la svolta si avrà con le Olimpiadi, intanto – ha concluso – lavoriamo insieme”.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco Pasquale Boccia, che ha voluto inizialmente ringraziare quanti lo hanno sostenuto in questi lunghi anni di tavoli e richieste, lettere e strenue difese di un bene della comunità che non poteva restare nel degrado, tra cui il deputato Michele Anzaldi. “Un connubio e una collaborazione in cui abbiamo fortemente creduto e che hanno portato al risultato di oggi – ha detto il primo cittadino -. Il primo atto che abbiamo deciso di fare è stato quello di nominare il centro col nome del suo “inventore”, Ranieri di Campello, militare e storico presidente della Fise.
Accanto al sindaco vi erano anche la moglie di Ranieri, Maria Sole Agnelli, presente insieme alle due figlie, Argenta e Cinzia, indaffaratissime nell’organizzazione della vivace giornata baciata da un sole maestoso. C’era Riccardo Toti, consigliere Fise con delega ai Pratoni del Vivaro, Eugenio Patanè, consigliere regionale.

“Ora comincia un percorso di fatti – ha chiuso Checcoli presentando la squadra operativa -. I soldi a disposizione sono pochi ma crediamo che con l’aiuto della Regione Lazio si riesca a sistemare i prati e procedere poi con i campi e le scuderie. Il Coni, inoltre, se Roma non ospiterà le Olimpiadi, si è impegnato con il contributo di 200mila euro anche per gli anni a seguire”.

La cerimonia si è conclusa poi con la consegna, da parte del Sindaco Boccia, di una targa a Albino, cavaliere di prestigio e un istituzione per i Pratoni del Vivaro, le cui parole cariche di commozione hanno restituito il carico emozionale della giornata.

L’imperativo è “Riviviamo i Pratoni del Vivaro”.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com