Tuscolo, i Carmina Burana di Carl Orff e la sua dimora roccheggiana. All’epoca risale il gemellaggio con Landsberg am Lech

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ROCCA DI PAPA/ Storie – A giorni, il prossimo 25 giugno nel Parco Archeologico del Tuscolo, in collaborazione con il Coro Polifonico Vocaliter di Rocca Priora, l’Ottava Nota si esibirà presentando i “Carmina Burana” : ricevo da Eugenio Ferrario, Presidente del Coro Ottava Nota, l’invito a quest’interessante evento musicale e… il pensiero va, come nella celebre aria del Nabucco di Giuseppe Verdi… Quanti sanno che Carl Orff, il celebre musicista tedesco, che nel 1937 musicò i Carmina, quest’antica silloge di 26 liriche medievali intrise di profonda spiritualità, è vissuto a Rocca di Papa? Per un certo periodo di tempo, infatti, Orff ha abitato con sua moglie, la scrittrice Luise Rinser, in un villino in Via Marino Campagna, poco distante dalla trafficata Via delle Barozze. Bavaresi entrambi, come lo erano quegli antichi soldati che al seguito di Ludovico il Bavaro, nel 1300 circa, decisero di non tornare in patria e si accasarono in quel nido di rondini ch’era la Rocca medievale: sposarono donne rocchegiane e diedero avvio a una stirpe di bavarisielli rocchiciani dagli inconfondibili tratti teutonici, con capelli biondi e occhi azzurri.

Proprio grazie a Luise Rinser, che dal 1960 scelse di vivere nella nostra Rocca di Papa, ebbe luogo il gemellaggio con Landsberg am Lech, dov’era nata nel 1911. Avventurosa la sua vita: abilitata all’insegnamento, il nazismo che lei rigetta, le impedisce di lavorare nella scuola e, vedova con due figli, nel ’44 viene arrestata: proprio in carcere scriverà “Diario della prigione”, pubblicato nel dopoguerra. L’arrivo degli Alleati la salva da una condanna a morte. Feconda scrittrice, oltre trenta le opere pubblicate, ha ricevuto diversi premi letterari. Nell’85 conseguì il secondo posto alle elezioni a Presidente della Repubblica Federale Tedesca; attivista in movimenti di pace e membro di diverse Accademie culturali, Luise Rinser ha collaborato con Amnesty international per la scarcerazione di prigionieri politici di diversa nazionalità e tenuto conferenze di pace in Giappone e in Lussemburgo.

Una donna semplice come lo sanno essere le grandi donne: nell’86 le venne conferita la cittadinanza onoraria del Comune di Rocca di Papa per la sua attività culturale a livello internazionale e per le opere a difesa dei diritti dell’uomo e della pace nel mondo come recita la pergamena a firma dell’allora Sindaco Enrico Fondi. Era frequente incontrarla mentre passeggiava nei vicoli di Rocca con un inseparabile amico a quattro zampe: era innamorata del nostro borgo, vi respirava l’aria della sua Baviera.

Venne a mancare, novantunenne, nel 2002 nella sua Germania e tempo dopo, il Direttore della nostra biblioteca cittadina, dott. Carlo Cofini, molto legato alla scrittrice tedesca, ricevette una mail da Werner Huber, un Professore dell’Università di Monaco di Baviera che stava lavorando a una ricerca su scrittori e poeti tedeschi residenti in Italia: si disse interessato a conoscere e avere notizie su Luise Rinser e di buon grado il dott. Cofini si mise a disposizione, accompagnandolo, tra l’altro, dov’era la casa nella quale la scrittrice aveva abitato con Carl Orff durante i loro quattro anni di matrimonio. Scesi dall’auto, di quel villino, nel quale era conservato anche il pianoforte del compositore tedesco, del giardino attraversato da bianco viale non c’era più alcuna traccia: da tempo tutto era stato disinvoltamente demolito per far spazio a un palazzetto a più piani. Riusciamo tutti a immaginare l’imbarazzo dell’accompagnatore e la delusione di Huber? La stessa che cercherò di allontanare il 25 ascoltando i Carmina Burana, mentre l’immagine di Orff che sfiora con le dita la tastiera di quel pianoforte svanito nel nulla, disperderà nell’antico teatro tutta la nostalgia affidata alle note e alle voci…

Rita Gatta

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