Rocca di Papa, anche Ray Way deve andare via da Monte Cavo. Lo dice il Tar

0

ROCCA DI PAPA / Attualità –  Mentre sul fronte della delocalizzazione delle antenne si attende la discussione nel merito da parte del Consiglio di Stato dell’appello proposto dalle Società Ei Towers, Elettronica Industriale e RTI per la riforma della sentenza n. 11402/14 del Tar del Lazio, che aveva rigettato il ricorso contro l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Rocca di Papa nel 2003, un’altra importante notizia è giunta dal Tar. Con sentenza dello scorso 21 giugno è stato infatti respinto anche il ricorso presentato da Rai way, perché gravante su di un territorio “in presenza di vincoli di inedificabilità a ciò ostativo e di prescrizioni a tutela della cornice ambientale e paesistica del sito”.

La sentenza acquista un significato determinante per l ‘annosa battaglia condotta negli ultimi anni dall’Amministrazione di centrosinsitra, perché stavolta ad essere coinvolta è  una delle radio presenti a Monte Cavo, le quali non sono destinatarie dell’ordinanza di demolizione del 2003, ma in merito alle quali il Tar ha ugualmente riconosciuto l’illegittimità urbanistica. Monte Cavo Vetta, nello specifico – si legge nella sentenza – risulta compreso dal piano Territoriale di Coordinamento tra quelli da” abbandonare  e riqualificare” perché non idoneo a mantenere impianti di radiodiffusione proprio per il suo valore paesaggistico e ambientale, e per la sua vicinanza con il centro abitato.

L’appello al “servizio pubblico essenziale” stavolta non è servito perché il Tar ha evidenziato la mancanza di iniziative in tutti questi anni tese a  trovare collocazioni maggiormente idonee, e neanche è valso il tentativo di procrastinare la decisione alla prossima udienza del Consiglio di Stato, fissata al 22 settembre, sui ricorsi di Ei Towers, Elettronica Industriale e RTI, perché in questo caso il termine di sei mesi concesso per la delocalizzazione è scaduto ad aprile, salvo poi concedere un ulteriore rinvio interlocutorio per verificare le condizioni per lo spostamento in altra sede degli impianti.

Il ricorso contro l’ordinanza di demolizione del 2003 di Ray Way è dunque “infondato e come tale va respinto”, mentre in merito al ricorso contro il verbale di inottemperanza alla citata ordinanza di ingiunzione, sgombero e demolizione, datata 2015, il Tar ha evidenziato che il Comune dovrà assegnare un congruo termine condiviso tra le parti per l’esecuzione del trasferimento. Ma il ricorso al Consiglio di Stato è dietro l’angolo.

Delocalizzazione antenne, il Consiglio di Stato rinvia l’udienza a settembre

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com