Rocca di Papa, gli immigrati e quella solidarietà di ‘comodo’

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ROCCA DI PAPA / Attualità – La campagna elettorale è finita ma gli strascichi di una contesa aspra, dai toni alti e fangosi, di certo non si sono dissolti di colpo, e la prima vera grana amministrativa di Crestini, quella scoppiata con l’arrivo dei profughi a Mondo Migliore, qualche frecciatina l’ha sollecitata.

Im una città che, alla luce del voto che ha incoronato il nuovo sindaco, si è riscoperta straordinariamente accogliente (ben venga), ci si chiede se gli stessi sostenitori della nuova amministrazione, che ha preso il posto della compagine di centrosinsitra, avrebbero fatto lo stesso sela questione fosse scoppiata in campagna elettorale, o se invece gli immigrati sarebbero stati – come è molto più probabile – altro terreno, fertilissimo, per strumentalizzazioni e attacchi frontali.

Eppure in tempi ben sospetti – ricorda l’ex assessore al Bilancio Maurizio Querini -, quando si vociferava dell’arrivo di alcuni profughi nella caserma dismessa a Monte Cavo “furono giorni di tanti cittadini all’Amministrazione comunale. Mi piacerebbe sapere, visto che avranno votato l’attuale sindaco, dove sono finiti tutti”.

Già in passato i Padri Oblati, referenti della struttura di via dei Laghi, avevano avanzato al Comune, con l’allora sindaco Boccia, la disponibilità ad ospitare immigrati, ma l’Amministrazione vantò numerose perplessità sull’idoneità dell’edificio.

“Se è vero che mancano le fogne e l’acqua potabile (tanto è vero che ora sonoi presenti le autobotti) – scrive Querini – non serve fare nessun tavolo tecnico per dichiarare la struttura inagibile”

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