Pd Rocca di Papa: l’immobilismo di un partito dilaniato, i giovani e l’obiettivo del ‘si’ al Referendum

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ROCCA DI PAPA / Attualità – E’ un Pd dilaniato dalle viscere quello che emerge a distanza di quasi un mese dal ballottaggo che ha incoronato Emanuele Crestini a sindaco della città. Sul piano pubblico, e come al solito il punto di riferimento in campagna elettorale come nel post è la rete e l’attivismo su facebook, si registra calma piatta, o meglio, il nulla. L’ultimo post sulla becheca del profilo “Pd Rocca di Papa” risale al 17 giugno, due giorni prima del voto, ed è il video dell’ex assessore Maurizio Querini che delucidava la cittadinanza sul fatto che il Comune, a dispetto di quanto urlato dal gruppo crestiniano, non è in dissesto finanziario (cosa che poi ha confermato anche il neo assessore Rossetti). Poi più nulla, neanche un feedback post voto. Segno che la disfatta – che di certo ha seguito il trend nazionale –  è stata davvero cocente.

Guardando qua e là, gruppi, discussioni e solleciti da parte della stampa, ancora il nulla. A parlare, in occasione della nuova Giunta varata dal neo primo cittadino, sono stati tutti tranne che i rappresentanti del partito in Consiglio comunale, e non sono mancate aperte e spassionate arringhe pro Crestini da parte di quei componenti del Pd che, delusi dalle primarie, e con posizioni  ambigue nei confronti della candidata Marika Sciamplicotti, sembrano ora più vicini al civismo di Insieme per Rocca di Papa che al loro partito di provenienza.

Lo spaccamento in due netti tronconi derivante dalle ultime votazioni  ora si fa sentire più che mai, generando il nulla. Pausa estiva a parte, la formula per ripartire è davvero irta di difficoltà.

Le resistenze sono emerse tutte nel corso dell’incontro tenutosi con il segretario provinciale Rocco Maugliani – che dopo gli esiti elettorali aveva rassegnato le dimissioni, poi respinte – e la garante per Rocca di Papa, Serena Gara, dal quale si è usciti con le ossa rotte, ma con la prospettiva dei prossimi impegni, ossia il “si” al Referendum e il Congresso, che potrebbero consentire di voltare pagina e concentrare gli impegni su altri fronti. Riportare il Pd locale, che ad oggi conta solo 25 tesserati, ad una ordinaria gestione, è sicuramente il primo passo da compiere, per cambiare volto ad un partito dilaniato da attriti del tutto personali e poco aderente alla realtà. A restituire la tessera, nei giorni scorsi, sembra essere stato Roberto Sellati, ex assessore all’Ambiente, e per anni una delle colonne del partito.

“Verrà creato un coordinamento paritetico, rappresentativo cioè delle varie anime che si sono contrapposte alle primarie – spiega Gara -, sotto la mia direzione politica, che gestisca il referendum e porti al congresso”.

Nella crisi partitica navigano a vista i tanti giovani che si erano avvicinati al Pd in vista delle elezioni, tra cui anche Elisa Pucci, oggi consigliera di opposizione,  che potrebbero essere i volti nuovi da cui ripartire.

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