Franco e il bianco e nero di Marconi, celebrazione di un Maestro ‘normale’

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ROCCA DI PAPA / Attualità – A dire il vero ero sempre stato invidioso di Franco. Ma di un’invidia buona, perché avere delle mani così artistiche è cosa da pochi. I suoi murales li ho visti praticamente ogni giorno, e poi un giorno, quasi per caso, mi ha chiesto se poteva realizzarne uno sulla parete esterna di casa, quella che da sull’antico corso della città, Via della Cava. Capite? Franco Carfagna, che tutti chiamiamo Maestro con rispetto per la sua grande capacità artistica, chiedeva a me il permesso per realizzare un’opera dedicata a uno degli uomini più grandi della storia: Guglielmo Marconi.

marconi murale

Murale di Guglielmo Marconi

Non un medico condotto o un poeta decadentista, ma l’uomo che ha gettato le basi della comunicazione radiofonica e delle tecnologie moderne, un Premio Nobel, che fu nostro concittadino per alcuni mesi nel 1932, e che con i suoi esperimenti dall’antico Osservatorio Geodinamico portò avanti enormemente i suoi studi sulle onde radio. Insomma, cosa potevo dire a Franco, se non sì? Facciamole bene le cose, facciamole con calma e firmiamo anche la liberatoria, anche se chiunque persona con un pizzico di buon senso sa che non c’è burocrazia che tenga in confronto al fuoco vivo dell’arte.

E così, dopo aver preparato la cornice, del suo inconfondibile grigio scuro, una mattina ho ritrovato Franco, accompagnato dal figlio Luigi, che sistemava il murale sul muro di casa. Una vera e propria sorpresa vedere quel Marconi rappresentato in bianco e nero, una prima che non aveva fino ad allora eguali in tutti i dipinti di Rocca di Papa, soprattutto un omaggio semplice ma emozionante a uno scienziato dalla dignità universale. Così tanto, espresso con una umiltà, quella di Franco, a tratti disarmante. Sì, perché quest’uomo, prima ancora che questo artista, stupisce proprio per la sua capacità di passare quasi in secondo piano anche davanti al più bello dei suoi lavori. Lo fa con rispetto per ogni muro che “occupa” e arricchisce, lo fa con una passione che ho visto davvero in pochissime persone e lo fa con un amore sincero per la sua, la nostra città. Non sapete quante persone, che fossero rocchiciane o forestiere, sono passate davanti al murale di Guglielmo Marconi e sono rimaste a bocca aperta, estasiate, colpite, sorprese. Un po’ come rimango anche io ogni volta che vedo Franco all’opera: un Maestro gentile, di una umanità d’altri tempi, un tesoro vivo della nostra città al quale ognuno di noi dovrebbe rivolgere un grazie. Ma con calma e delicatezza, come le sue pennellate che rischiarano ed arricchiscono il nostro quotidiano.

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