Sandro e Bobby oggi sposi, il sindaco Emanuele Crestini celebra la prima unione civile di Rocca di Papa

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ROCCA DI PAPA / Attualità – E’ una giornata “storica” questa per Rocca di Papa, che stasera vedrà il sindaco Emanuele Crestini celebrare il matrimonio tra il noto parrucchiere Alessandro Mele (conosciuto come Sandro) e il suo compagno Bobby. I due saranno i protagonisti della prima unione civile della città castellana, e sicuramente del circondario, frutto della recente entrata in vigore della legge Cirinnà sulle unioni di coppie omosessuali unite “stabilmente da legami affettivi”.

Il matrimonio si celebrerà presso il ristorante “La Foresta”, una delle location che ha risposto all’appello del Comune per l’individuazione di siti privati per lo svolgimento dei riti civili.
E’ stato l’entusiasmo a condire gli ultimi giorni prima del fatidico sì, dopo aver sottoscritto la dichiarazione in Comune. “Ringraziamo  tutti, il sindaco,  il Comune e tutta la gente di Rocca di Papa per la vicinanza e l’affetto mostrati nei nostri confronti”.

IL DECRETO CIRINNA’ IN BREVE – In base alla legge Cirinnà due persone dello stesso sesso possono costituire un’unione civile con una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni (non occorrono le pubblicazioni).  Nelle unioni civili tra persone dello stesso sesso i diritti e i doveri sono gli stessi di quelli che il codice civile prevede per i matrimoni, tranne che per l ‘obbligo di fedeltà. Nel disegno di legge sono riconosciuti alla coppia anche i diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate. Equiparate anche le pratiche di successione: come nel matrimonio, il partner della coppia gay avrà il 50% dell’eredità del partner.

Il ddl non prevede però che una coppia omosessuale possa adottare un bambino “terzo” , ovvero che non abbia alcun legame con uno dei due partner, e dal decreto è stata esclusa anche la possibilità della “stepchild adoption”, l’adozione del bambino che è già riconosciuto come figlio di uno dei due coniugi, presente nella prima versione del testo e poi eliminata prima della votazione di febbraio per via della contrarietà delle componenti cattoliche, anche se già in precedenza il Tribunale di Roma si era espresso a favore del riconoscimento del genitore non biologico in coppie dello stesso sesso, anche se in forma limitata.

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