Rocca di Papa – Le antenne infiammano il dibattito. Petrolati annuncia il nuovo corso, ma i cittadini rivendicano la propria salute

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petrolatiROCCA DI PAPA / Attualità – E’ stato Roberto Sinibaldi, ex direttore del Parco dei Castelli romani, ad aprire l’incontro – il primo dei tanti è stato detto – sulla questione delle antenne di Rocca di Papa che, argomento caldo, non ha mancato di creare attimi di scontro e aperta critica sulla scia di una preoccupazione che serpeggia tra i cittadini inascoltati da anni. Un argomento preso per le pinze dallo stesso Sinibaldi che, in apertura, ha parlato di “un principio di precauzione sanitario” pur se le misurazioni si attestano al di sotto dei limiti di legge.

E’ stato poi Bruno Petrolati, cittadino delegato del sindaco Crestini al problema elettromagnetismo, a cimentarsi in un excursus negli anni che racconta di una proliferazione illegittima di tralicci sulla vetta di Monte Cavo, in località Madonna del Tufo e zona Costarella con tanto di documentazione fotografica e carte alla mano. Vecchie di anni e ingiallite: “Non è stato facile ritrovare la documentazione visto lo stato in cui si trova l’archivio comunale” ha detto Petrolati (mostrando ovviamente la foto), che poi ha aggiunto di non voler fare polemica.

convegno-antenne-2016“Io ritengo che il declino di Rocca di Papa sia conciso con l’aggressione fatta a Monte Cavo” ha esordito il delegato.  Partendo dall’edicola di Santa Rita Petrolati ha passato in rassegna i vari tralicci, da quello dell’Eni a quello della Wind, che non è più utilizzato, e per i quali si potrebbe giungere a dismissione. Poi il traliccio bianco e rosso di Poste Italiane, un tempo un ponte radio per la Sardegna, ma che poi nel tempo ha perso questa funzione, ed è stato affittato a Radio Subasio, con l’aggiunta peraltro di un altro traliccio vicino. “E’ nato un contenzioso – ha detto Petrolati -, non è possibile che il territorio venga oltraggiato in questo modo. Il Comune deve riacquistare il suo ruolo centrale nel controllare e determinare ciò che avviene”. Nella rassegna anche le antenne di Madonna del Tufo “I frati non c’entrano nulla – ha precisato Petrolati -, ed anzi ci hanno messo a disposizione tutte le carte”, e i ponti radio di Costarelle. “Mi stupisco di essere stato il primo a passare in rassegna tutte queste situazioni – ha aggiunto Petrolati, (sempre con la volontà di non far polemica), che è stato assessore dal 1997 al 2002 -. Ma stavate aspettando me?”.

Poi il” balletto dei catastali”, a dirla con Sinibaldi. “Nel 2002 facemmo una delibera di Consiglio comunale, votata all’unanimità, in cui il Comune di Rocca di Papa sottoscriveva un contratto con le emittenti su un tratto di Monte Cavo che la Aida rivendicava come suo – ha detto ancora Petrolati ad una platea affollata -. E lo facemmo solo perché il piano regionale di coordinamento aveva cancellato Monte Cavo dai siti per la trasmissione”. Il contratto siglato qualche tempo dopo portò al pagamento di alcune mensilità poi più nulla. “I privati si sono appropriati anche delle particelle comunali e dell’antica strada romana, speculando sull’affitto di terreni che sono della comunità.  Il catasto ci ha dato ragione ed abbiamo diffidato l’Aida a togliere il cartello di “proprietà privata”. E’ evidente però che la situazione è complessa, ed è quindi auspicabile giungere ad un accordo, nel quale pretenderemo che ci siano riconosciute le nostre perdite”.

Il resto della vetta è di proprietà della Aida. “Mai errore fu più grande per il Comune – ha continuato Petrolati -. Permettere al privato di acquistare nel 1991 una fettaconvegno-antenne-2016_2 consistente di Monte Cavo è stata una sciagura che stiamo pagando tutt’oggi”.

IL PUBBLICO – La premessa “cauta” di Sinibaldi e le affermazioni di Petrolati sulle difficoltà economiche in cui versa il Comune hanno sollevato allarmi tra i cittadini che hanno ravvisato la volontà dell’Amministrazione di pretendere i canoni delle emittenti per rimpinguare le casse comunali. “Il nostro obiettivo è bonificare il sito di Monte Cavo” hanno sottolineato dai banchi i due relatori. “Per noi non ci sono affitti da pagare, le antenne devono andare via” tuonano dalla sala.

Anche il progetto di sistemare la banda larga e la telefonia mobile spesso carente annunciato dallo stesso Petrolati ha creato nuovi allarmismi. “O si è contro le antenne o non lo si è” è stata la voce di una cittadina.
“Se iniziamo con la volontà di sanare i buchi di bilancio con le antenne non va proprio bene” è intervenuto Gennaro Spigola.
Tra la folla anche l’ex presidente del Comitato di Quartiere Gianfranco Silvestrini, che ha lodato l’impegno dell’Amministrazione, l’ex assessore all’Ambiente Alberto Cardinali, e l’ex vicesindaco Maurizio Querini, che prendendo la parola ha ricordato le tante battaglie fatte dalla precedente amministrazione, ed ha chiesto al nuovo governo di sapere quali emittenti andranno via e quali saranno invece quelli destinati a rimanere a Rocca di Papa.

Marco D’Antoni ha ricordato lo studio fatto proprio a Rocca di Papa dal prof. Marinelli, i cui esiti parlano di un pericolo dato dall’esposizione continua dei tessuti alle onde elettromagnetiche, chiedendo all’Amministrazione di invitare lo studioso nel corso di un successivo incontro informativo.

Capitolo sostanzioso anche quello del convento, su cui l’Aida aveva presentato un progetto di restauro poi mai eseguito, tanto che il proprietario è stato condannato a 180 giorni di carcere per non aver mantenuto un bene di interesse storico e culturale.

Anche l’assessore all’Ambiente Veronica Cimino ha voluto prendere la parola sottolineando che l’impegno dell’Amministrazione è quella di far rispettare le leggi e di informare continuamente la cittadinanza non solo sull’elettromagnetismo ma anche sul radon, l’anidride carbonica ed altro.

Intanto la nuova sentenza del Consiglio di Stato di giovedì scorso ha prorogato i termini per la delocalizzazione di Rti ed altre emittenti per altri sei mesi. “La Regione si è fatta garante di questo ulteriore proroga, ma abbiamo chiesto un risarcimento danni – ha sottolineato Petrolati incontrando il favore del direttore del Parco, presente all’incontro in Regione e tra la folla intervenuta al convegno -. La Regione deve intervenire per delocalizzare le antenne, non può lasciare tutto sulle nostre spalle”.

Delocalizzazione antenne, il Consiglio di Stato rinvia l’udienza a settembre

 

 

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