L’ennesimo tributo di Piero Botti a Rocca di Papa, presentato il libro “Sapevo fare solo mi e re”

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ROCCA DI PAPA / Cultura – Un’aula consiliare gremita, tanti testimoni e voci narranti hanno accolto la presentazione del libro del poliedrico Piero Botti “Sapevo fare solo mi  e re – Rocca di Papa negli anni 70 -80 visti con gli occhi di un artista dilettante”.
Amici, curiosi, la città ha preso parte all’ennesima prova artistica dell’instancabile Piero, che passa dal palcoscenico alla chitarra sempre e solo con un obiettivo: quello di omaggiare la sua amata Rocca di Papa.

Ecco allora che anche questo volume racconta della sua città, dei ricordi dell’infanzia che hanno risvegliato le memorie di molti – come ha ricordato il giornalista Andrea Sebastianelli intervenuto alla presentazione in aula consiliare -, di immagini di una Rocca che non c’è più, raccontata con sapiente familiarità.
C’è la Gialla in questo volume, e quelle partite cariche di tifosi, con le macchine che arrivavano fino al Tufo, e quell’occasione mancata della Finale di Coppa Italia, c’è il Carnevale, la neve a Monte Cavo e tante altre immagini legate ai tempi che furono.

“Questo libro lancia un sasso nel mare – ha detto Bruno Petrolati, delegato cittadino alla lotta contro le antenne – con l’intento di smuovere le persone ed elevare le coscienze”.

Nell’occasione il presidente della società Canarini, Antonio Gentili, ha voluto omaggiare Piero con una maglia rigorosamente gialla.
Tante ancora le testimonianze di affetto nei confronti dell’autore e del suo libro, ennesima ode a Rocca di Papa.

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