Strategie contro la violenza sulle donne: il convegno con L”Aquilone Rosa” è un successo

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Ieri a Grottaferrata il dibattito de ”La Città al Governo”

Un tema di grande e drammatica attualità. Un debutto di successo. La Cooperativa ”L’Aquilone Rosa” è stata protagonista del convegno che ieri a Grottaferrata ha discusso delle strategie da mettere in campo contro la violenza sulle donne. Organizzato da ”La Città al Governo” al teatro del Sacro Cuore, la giornata ha visto la partecipazione di un folto pubblico e ha destato molto interesse. Per l’Aquilone Rosa in particolare si è trattato dell’inizio della nuova fase che vedrà presto l’apertura di una sede a Grottaferrata in Via Vecchia di Marino e l’inaugurazione dello sportello online il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Rita Consoli, aprendo il tavolo del dibattito ha affermato: ”Questo è un tema di importanza sociale e culturale, la politica deve farsene carico. Molto spesso eventi come questo rimangono isolati, cerchiamo di prender impegno per dare qualcosa di più ma anche per cercare di intraprendere una strada diversa nel territorio con il dialogo con forze dell’ordine, gli assistenti sociali, lo sportello antiviolenza, tutte le figure coinvolte dal tema. C’è bisogno di condividere e creare una rete”

Secondo i dati, ogni tre morti violente c’è una donna uccisa dal partner. Più di un incidente stradale o di un tumore. ”Crediamo si debba partire dalla prevenzione e dal territorio, dal basso – ha aggiunto la Consoli – perché la somma delle piccole realtà fa delle realtà grandi”.

La presidentessa dell’Aquilone Rosa, Margherita Silvestrini, ha ringraziato Città al governo, movimento che ha permesso di trasmettere un nuovo modo di portare avanti gli impegni della Coop. ”La donna – ha detto – subisce trattamenti tali da distruggerne l’autostima. Una volta subita la violenza, non sa più chi è.  I Centri antiviolenza fanno questo. Cercano di recuperare psicologicamente il terreno perduto. Le vittime molto spesso non sono più in grado di scegliere nelle semplici azioni quotidiane. C’è uno stereotipo da sfatare: non è vero che le donne che finiscono colpite dagli abusi non sono  affermate. E’ un problema che non ha confini di ceto. Quando arrivano a casa, però, anche quelle più impegnate professionalmente perdono autonomia. Massima attenzione va data anche ai tempi in cui accadono certi eventi. Leonore Walker ha studiato il ciclo dell’abuso, un teoria criminologica sviluppata negli anni settanta.  Ed è giusto considerare questi aspetti per poter studiare meglio il problema. La donne che subiscono maltrattamenti sono isolate. A volte anche dalla famiglia. E una ulteriore spirale negativa è data dal momento di momentanea riappacificazione. Per questo il nostro è un lavoro per rimettere le donne a contatto con la realtà. Se la rete fosse più forte, sarebbe meglio. Approfondire i collegamenti e il coordinamento tra le forze in campo è fondamentale”.

Sergio Ierace, già comandante della Polizia Locale di Rocca di Papa, ha invece fondato il suo intervento sugli aspetti tecnici, di denuncia e processuali del tema. ”La chiave di lettura – ha detto – sta anche nell’uso della parole. Le donne che parlano delle violenze sono ancora poche. Perché non parlano? Il silenzio non salverà le altre vittime. E allora è giusto far comprendere quanto sia importante il primo passo da compiere, le norme, i comportamenti da intraprendere. Per capire la violenza le autorità competenti devono capire chi è lui, che tipo di violenza è, per andare a formulare correttamente l’atto che coglie il protagonista delle violenze”. Un intervento tecnico, il suo, che ha ampliato la comprensione del fenomeno sotto l’aspetto legato all’azione che possono intraprendere le forze dell’ordine.

Sara Palazzolo, supporto legale dell’Aquilone Rosa, ha messo in evidenza gli aspetti giuridici entro i quali possono muoversi le donne: ”Ci sono strumenti non diffusi, a volte mal applicati, ma che esistono” – ha spiegato. ”A livello sovranazionale parte tutto da una serie di legislazioni di contrasto fondamentali. A Istanbul la violenza è stata certificata come una violazione dei diritti fondamentali e come ostacolo alla parità tra uomo e donna. Ha anticipato la cosiddetta legge 119 sul ”femminicidio”. Tutelare la donna con misure cautelari è oggi possibile. Ciò accade già nel momento in cui si sporge la denuncia. Va quindi sottolineato che la vittima non rimane soggetto estraneo, ma attivo: può presentare una memoria preliminare al fine di non modificare l’atto. Questo è un passo avanti notevole”. La Palazzolo ha fatto anche riferimento ad altre norme, come l’allontanamento dalla casa familiare, che possono aiutare le dinamiche dei provvedimenti. Il problema, sul piano delle reazioni psicologiche, è di dover ripetere le testimonianze al processo, con tutta una serie di problematiche da affrontare. Fondamentale però, secondo l’avvocato, è diffondere la consapevolezza che le vittime, grazie alla legislazione odierna, sono garantite sin dall’inizio del percorso.

Mariachiara Cecilia ha illustrato il sito de ”L’aquilone rosa’ e lo sportello online. Sarà uno strumento orientativo e di informazione. Il contatto potrà avvenire anche in forma anonima. ”Le donne hanno paura di farsi vedere – ha affermato la Cecilia – ma possono in questo caso avvicinarsi. E’ il primo contatto. Il sito, con le sue attività, offrirà assistenza attiva e legale. Altri servizi sono in programma come la biblioteca di genere, che a fine dicembre sarà trasferito da Rocca di Papa a Grottaferrata, e che sarà utile per dibattiti, convegni, presentazioni, cineforum o eventi di comunicazione come la Corsa Rosa e Colle delle streghe a Nemi”.

Il moderatore del convegno, Massimo Lo Cicero, coordinatore di Amnesty International per i Castelli Romani, ha inquadrato il caso violenza sul piano generale: ”Il numero di omicidi delle donne – ha detto- è l’unico reato che non cala, anche se i media danno risalto ad altri casi. Il femminicidio non è un reato da strati marginali. Nei paesi più sviluppati, come in Scandinavia, c’è un problema di violenza domestica. Nel mondo, la situazione generale presenta forti criticità come in Cina, India, Brasile e Argentina, oppure il fenomeno delle donne scomparse nel Messico. Dobbiamo dare importanza agli aspetti psicologici – ha detto Lo Cicero – sulle giovani e sulle donne. La sottovalutazione del problema esiste, si ha la certezza di poterlo affrontare, ma poi una volta emersa la violenza molte volte ci si sente spiazzati. Anche il linguaggio dei media e da rivedere, oppure le pubblicità sessiste che considerano la donna ancora come oggetto. Ad esempio: perchè si parla sempre di ”baby squillo”, nel caso specifico, e mai di clienti pedofili? Esiste un meccanismo psicologico e culturale da affrontare a da risolvere”.

E’ stata ancora Rita Consoli a chiudere i lavori. ”Molte donne non sanno riconoscere la violenza, hanno paura, si vergognano, La donna subisce violenza due volte: dalla persona e quella dal tempo determinato dalla fase processuale, che può essere molto lunga, in un complicatissimo mosaico di prove che devono avere un risultato, una giustizia. La donna così si sente scoraggiata, ma dobbiamo superare le barriere. E’ un problema di tutti. Per superare l’isolamento è necessario l’impegno di tutte le figure coinvolte, scuole comprese. Un movimento dal basso, formativo, di impegno quotidiano. E’ necessario anche superare l’ancoraggio alle proprie competenze. Iniziamo a riconoscere l’importanza della rete sviluppando conoscenza reciproca, confronto costante, condivisione, attivando una forma di collaborazione permanente. L’obiettivo di raggiunge uniti”.

Un bel pomeriggio di confronto, che di certo ora dovrà trovare una continuità. L’Aquilone Rosa e Città al Governo sono convinte che sia iniziato un nuovo cammino sul territorio.

(La foto di copertina estrapolata da pubblicazione Facebook)

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