Rocca di Papa – La maggioranza inverte i lavori del Consiglio e le opposizioni escono dall’aula

0

ROCCA DI PAPA/ Attualità – Ieri è andato in scena al Comune di Rocca di Papa un nuovo Consiglio comunale, nel corso del quale la minoranza presente, compatta, ha alzato i tacchi ed ha abbandonato l’aula.
I consiglieri del Pd  Silvia Marika Sciamplicotti e Elisa Pucci, di Laboratorio Rocca di Papa Ottavio Atripaldi e di Obiettivo cittadini territorio Massimo Grasso hanno abbandonato i lavori dell’assise appena dopo la votazione che ha sancito, per la seconda volta consecutiva, lo spostamento dei punti all’ordine del giorno, spostando le discussioni delle mozioni e interrogazioni alla fine.

La manovra ha indispettito le opposizioni, tanto da indurle a disertare. “Non capisco per quale motivo facciamo le commissioni consiliari se poi quello che viene deciso, e cioè anche l’ordine dei lavori, viene disatteso” ha sentenziato Massimo Grasso. “Ancora una volta la documentazione non ci è stata inviata e non era disponibile” ha aggiunto Sciamplicotti. “Dal momento che non siamo ascoltati abbandoniamo l’aula” ha concluso Pucci.

L’assise ha poi continuato i lavori, che hanno visto l’assessore al Bilancio Vincenzo Rossetti parlare del riconoscimento dei debiti fuori bilancio, non rinunciando a stilare accuse alla precedente amministrazione, che negli anni non ha liquidato somme anche irrisorie a chi ha prestato servizi, nonché del bilancio di previsione presentato a febbraio dalla Giunta Boccia, nel quale, ha detto Rossetti “E’ stata fatta una bravata, perché si prevedeva che dalle antenne entrassero un milione di euro per il 2016, rettificate poi dal fondo crediti di dubbia esigibilità di 700 mila euro. Un artifizio di bilancio per far quadrare i conti, perché non era stato fatto nulla che potesse giustificare l’entrata di questi soldi dalle antenne”.

Prima di parlare del Piano di emergenza comunale, altro punto all’odine dei lavori, il sindaco Crestini ha commentato quanto accaduto: “Probabilmente sono usciti per non votare i debiti che qualcuno di loro ha contribuito a fare, io da consigliere non ho mai abbandonato l’aula”.

In tutto questo c’è da dire che il Consiglio comunale è una seduta pubblica, cui partecipano anche i cittadini, proprio in virtù dell’ordine del giorno reso pubblico a tutti. Modificarlo per meri calcoli politici è scorretto prima di tutto per la platea e rende vano l’impegno di una maggiore trasparenza, annunciata dalla stessa Amministrazione, nel convocare il Consiglio in orari comodi”.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com