Nebbie su Monte Cavo. E se in realtà le antenne non si spostassero affatto?

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ROCCA DI PAPA/Attualità  – Si annidano ombre sulla vicenda della delocalizzazione delle antenne abusive di Monte Cavo Vetta a Rocca di Papa. Le “voci”, sollevate dal Comitato di Tutela di Vigilanza per la Salvaguardia e la Tutela dell’Ambiente di Monte Porzio Catone, attivo negli ultimi tempi in misurazioni e convegni sul tema, e poco fa riprese da “Obiettivo Cittadini Territorio”, delineano uno scenario assai preoccupante per il futuro del sito e per le popolazioni che vi abitano intorno. A decidere che le antenne di Monte Cavo devono trovare altra collocazione è stato il Tar del Lazio, mentre il Consiglio di Stato, in attesa dell’udienza di merito che si terrà il 20 aprile 2017, ha deciso per la sospensiva, concedendo  alle emittenti a settembre 2016 sei mesi di tempo (per la seconda volta) per organizzare lo spostamento.

Se il piano di coordinamento territoriale della Regione Lazio parlava a suo tempo di Colle dello Sterparo e Monte Gennaro come siti alternativi disponibili, e se le mire nel circondario sembrano aleggiare sulle alture di Monte Compatri e Velletri, un’altra eventualità si fa strada, a ragione o meno, ossia che in realtà le antenne (o la maggior parte di queste) non si spostino affatto.

“Dopo il ricorso promosso da un Comitato per la Tutela dell’ambiente di Monte Porzio (come al solito le battaglie partono da fuori…) alla Procura della Repubblica per alcune emissioni rilevate molto al di sopra dei termini di legge, in questi giorni i cittadini più attenti alla questione antenne si stanno interrogando su alcune notizie che circolano da giorni sul futuro di Monte Cavo – scrive Obiettivo Cittadini Territorio -. E’ vero che il colle, anziché essere liberato, sarà occupato da 4 o 5 megatralicci da oltre cento metri sui quali inserire tutti gli impianti esistenti? E’ vero che ciò accadrà per una cifra inferiore al milione di euro che sarà introitata dalle casse comunali? Se fosse così assisteremmo alla svendita del nostro colle e alla regolarizzazione di chi ha abusivamente occupato il nostro territorio per quasi quaranta anni con grave devastazione dell’ambiente”

“Vogliamo sperare – aggiungono – che queste vocine non corrispondano a verità, altrimenti ci troveremmo davanti alla fine di ogni speranza di liberare Rocca di Papa dai mostri che ci assediano. Sicuramente non ci conforta il silenzio in cui è caduta l’amministrazione dopo la riunione-show con il delegato piddino Petrolati. Speriamo non finisca tutto come la Commissione Antenne voluta dall’attuale sindaco due anni fa (da cui si sfilò per motivi mai chiariti)”.

Del resto anche il Comitato di Vigilanza è stato chiaro sulla posizione espressa dall’Amministrazione comunale: “Legalizzare le antenne o farne di nuove non significa razionalizzare alcunché, significa solo aggirare di nuovo le stesse regole che sono state eluse o trascurate la prima volta”.

Rocca di Papa – Le antenne infiammano il dibattito. Petrolati annuncia il nuovo corso, ma i cittadini rivendicano la propria salute

 

 

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