Rocca di Papa, Pro Case batte i pugni: ”Ora non staremo più in silenzio”

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Rocca di Papa – Ieri pomeriggio, alle ore 18, presso la sede del Centro Anziani di Rocca di Papa in via Campi D’Annibale, si è tenuta una riunione di tutti gli iscritti del Comitato Pro-Case per comunicare i progressi fatti dallo stesso. Pochi i rappresentanti della politica presenti. Tra i consiglieri comunali, c’era solo Massimo Grasso.

Il presidente del Comitato, Alessio Iadecola, ha affermato: ”Sono state scelte dalla Procura di Velletri 189 pratiche, tra cui atti di acquisizione e dinieghi in sanatoria. A questi 189, la Polizia Locale ha a redatto il verbale, consegnato all’Ufficio urbanistico, chiedendo se noi come possessori dell’immobile in questione eravamo in possesso del permesso a costruire. L’ufficio, dopo aver fatto le verifiche del caso e costatando la mancanza di permesso, rispediva la polizia municipale al mittente e faceva sequestrare l’area, facendosi carico di spedire tutta la documentazione riguardante l’abuso alla Procura della Repubblica. Da qui l’inizio dell’iter giuridico che noi tutti conosciamo. Quello che non riesco a capire è in che modo sia stata gestita la vicenda dell’abusivismo a Rocca di Papa”. ”Noi tutti sappiamo bene la situazione, sappiamo quante differenze di trattamento ci sono state e credo – ha continuato Iadecola – che tutti ricordiate quanti di questi politici di turno ci abbiano incitato e permesso di delinquere. E noi, senza neanche rendercene conto, entravamo a far parte di un gioco vizioso dove a vincere erano solo loro e non noi. Perché omettevano il fatto di dirci che dal momento in cui ricevevi il dissequestro con ordinanza di demolizione, se non demolivi dopo 90 giorni il comune doveva per legge acquisire l’immobile con tutta l’area? Il politico, queste cose, le conosceva bene sapeva in quale baratro stava mettendo i cittadini”.

”Il nocciolo fondamentale e portare all’attenzione della Procura di Velletri tutto il quadro completo dell’intero abbandono nell’osservare il territorio del nostro paese – ha aggiunto  – di tutte quelle colpe di cui qualcuno si dovrà assumere le responsabilità. Per giungere alla conclusione, bisogna dimostrare con quanta leggerezza la situazione che ci si è posta ad affrontare sia stata gestita dalla nostre amministrazioni comunali in modo solo ed esclusivamente per accaparrare voti a loro vantaggio”. Il Comitato Pro-Case – secondo il presidente – è stato oggetto di un attacco continuo, non appena si è capito che procedeva autonomamente: ”Hanno provato a disgregarci  in modo da renderci fragili ed indifesi”.

I dati del Comitato affermano dal 1985, dalla legge N. 47 alla 724 del 1994 e alla 326 del 2003, le domande in sanatoria presentate sono state 3370 di cui solo 1269 sono state accolte, e 2110 ancora da definire. ”Sicuramente – si è ribadito – non tutte sono per degli immobili: ci saranno anche quelle domande per una finestra, una porta, una tettoia. Io non voglio esagerare, ma almeno i due terzi di queste domande in attesa di risposta sono state presentate per sanare interi manufatti, e quando parliamo dei due terzi parliamo almeno di altre 1500 case che si vanno ad aggiungere a noi ed a tutti quelli che per mancanza di soldi, inerzia, o addirittura sotto consiglio dell’Amministrazione, domanda in sanatoria non l’hanno presentata e saranno altre 2000”.

Perché dobbiamo essere solo noi a dover pagare? Come hanno fatto a frazionare terreni con degli immobili costruiti abusivamente? Come hanno fatto a concedere le alienazioni a persone che risiedevano dentro case abusive tali e quali alle nostre, senza che questi abbiano presentato domanda in sanatoria che avrebbe potuto legittimare la pratica? Le domande, nella riunione, sono come lame taglienti. ”Un membro del nostro Comitato diversi mesi fa, trovandosi in disaccordo con il suo vicino di casa per dei lavori eseguiti dallo stesso – afferma Iadecola – ha preso carta e penna ed a iniziato a scrivere un esposto indirizzato al Comune di Rocca di Papa ed al Comando dei Vigili: questo documento è stato protocollato, con tanto di nomi e cognomi, denunciando la costruzione di muri perimetrali abusivi e di un manufatto in blocchi di cemento abusivo. Ebbene, in sette mesi non è accaduto nulla. Un’amministrazione che si rispetti dovrebbe provare a tutelare tutti”.

”Viste le conclusioni venute a luce credo che non sia più il momento di rimanere in silenzio”, ha ribadito Iadecola. ”Giorni fa il Sindaco Crestini – conclude – è stato convocato come tutti dal Procuratore, il quale gli ha sottolineato l’urgenza di trascrivere la proprietà degli immobili acquisiti per quegli atti dove i ricorsi al TAR erano stati rigettati, non presi in considerazione o addirittura respinti per mancanza di requisiti e che noi non abbiamo acquisito, sempre per la latitanza viva delle amministrazioni che ci hanno preceduto fino ad ora, non perimetrando i nuclei abusivi non facendo piani di urbanizzazione per la cittadinanza e facendola rimanere sprovvista di piano regolatore dal 1976 ad oggi”.

Una richiesta precisa di accelerare le procedure e fare chiarezza. Pro Case si è rimessa in trincea. Dopo mesi di tranquillità, il caso abusivismo riprende vigore.

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