Doppio appuntamento al Teatro Civico con ”Mumble mumble…” e ”Zoff”

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ROCCA DI PAPA  – Doppio appuntamento questo fine settimana al Teatro di Rocca di Papa, doppio appuntamento con la storia della cultura e dello sport italiano.

Venerdì 10 alle 20:00 Maurizio Grieco ci racconta ZOFF

Sabato 11 alle 20:00 e Domenica 12 alle 18:00 Emanuele Salce ci racconta il suo saluto ai suoi “due padri”, Luciano Salce e Vittorio Gassman, un ricordo appassionato e divertente di un “Orfano d’arte”, un appuntamento da non perdere”

Info e preno 

0694286165 – www.teatroroccadipapa.com

Mumble Mumble…

Sabato 10 Febbraio ore 20:00

Domenica 11 Febbraio ore 18:00

di Emanuele Salce e Andrea Pergolari

regia Timothy Jomm

con Emanuele Salce, Paolo Giommarelli

ORGANIZZAZIONEFabrizio PERRONE
DISTRIBUZIONEALTRA SCENA
UFFICIO STAMPARocchina CEGLIA
FOTO DI SCENADania MARTINO
COSTUMIGiulia Elettra FRANCIONI
GRAFICA E MATERIALICOMPAGNIA DELLA CORTE
PRODUZIONESTARDUST SRL

Mumble Mumble è un racconto in tre tempi in cui Emanuele Salce narra impudicamente le vicende di due funerali e mezzo (e le gesta dei protagonisti che in quei giorni si distinsero…).

Nel primo, quello di suo padre Luciano, quando aveva poco più di vent’anni e, reduce da una nottata di eccessi etilici, si trovò a dover gestire da solo l’accadimento affrontando, nelle condizioni peggiori, una realtà a lui sconosciuta ed assai scomoda fra para-parenti a caccia di lascito, addetti alle onoranze funebri che lo inseguivano con cataloghi di bare e la ragazza per cui spasimava che non gli si concedeva.

Nel secondo, quello di Vittorio Gassman, marito di sua madre, vissuto da trentenne più lucido e consapevole, in cui si assiste ad un vero e proprio Carnevale del sacro e del profano, fra autorità politiche improbabili e presenzialisti d’ogni risma: dai colleghi minori, a venditori d’automobili, religiosi frustrati, furfanti che nella calca stappavano bottiglie di vino pregiate per concludere il tutto con la semifinale degli Europei del 2000 Olanda – Italia con scene da stadio.

Nel terzo (metaforicamente) il suo: vissuto attraverso l’incontro con una bionda australiana e una défaillance occorsagli in un museo di Sydney, con un finale in crescendo, fino a giungere ad una vera e propria liberazione non solo simbolica.

A fare da contraltare in scena lo spettatore-regista Paolo Giommarelli, ora complice, ora provocatore della confessione, passando con candida disinvoltura da Achille Campanile a Petrarca fino ad un trattato di procto-gastroenterologia.

Il racconto conclusivo dello spettacolo, che narra dell’incontro tra il protagonista e una bionda australiana, seguito da un’imbarazzante defaillance, ha catturato l’attenzione di Sandro Veronesi che, nel suo ultimo romanzo “Terre rare” scrive: “La storia narrata nel capitolo dieci della prima parte non è farina del sacco dell’autore, è una cover dello strepitoso monologo autobiografico di Emanuele Salce contenuto nel suo spettacolo intitolato Mumble mumble – ovvero confessioni di un orfano d’arte (di E. Salce e A. Pergolari). Oltre al ringraziamento per il permesso di rielaborarla, l’autore gli rivolge tutta la propria ammirazione”.​

Video – https://www.youtube.com/ watch?v=mj8KXIOmQhY

 

Zoff – Venerdì 10 Febbraio ore 20:00

di Maurizio Greco e Sara Greco Valerio (liberamente tratto da “Tra i Legni” di Giuseppe Manfridi)

regia Elisa Panfili e Maurizio Greco

con Maurizio Greco

Dino Zoff: portiere nato, recordman nato, titolare fisso.

La storia di “Un mito che parò il mondo”, la storia di un bambino che per giocare a calcio voleva toccare il pallone con le mani, un bambino che, a differenza mia e del restante 98% che con il pallone sognano di fare o di far fare gol, da sempre non pensava ad altro che a questo: A PARARE.

Dino Zoff, unico giocatore di calcio che la Repubblica Italiana abbia addirittura celebrato con un francobollo, per cui si impegnò l’arte di Renato Guttuso. Non occorre essere tifosi juventini per apprezzare l’excursus della straordinaria carriera sportiva e dell’esperienza umana del portiere italiano più grande di tutti i tempi. Dino Zoff, vincente da subito e per sempre, il suo capolavoro sportivo lo realizzò quarantenne, in Spagna, conducendo da capitano la Nazionale azzurra alla conquista della sua terza Coppa del Mondo, forse la più clamorosa e amata.

Il racconto non è un manuale che riporti date e cifre, piuttosto l’incontro appassionato tra un attore e un campione nello sport e nella vita. Una vita eclatante e semplice al tempo stesso. Una vita in cui la normalità fa da forziere all’eccezionalità. Un’indagine inedita di un ruolo mai troppo raccontato e che, a tutti gli effetti, sembrerebbe uno sport a parte: lo sport di chi gioca in porta. Nessuno più di Zoff, con l’altezza del suo magistero tecnico e stilistico, avrebbe potuto essere assunto a riferimento di un simile percorso narrato dagli anni friulani sino al tetto del mondo passando attraverso sei maglie: quella della Marianese, dell’Udinese, del Mantova, del Napoli, della Juventus. E della Nazionale.

​Promo video https://www.youtube.com/ watch?v=dzV6pCL5dZ8

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