Pane insanguinato: Rocca di Papa racconta la guerra con la presentazione del nuovo libro di Maria Pia Santangeli – FOTO

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ROCCA DI PAPA / Cultura –  Autorità, storici, musicisti, attori e attrici, scrittori, poeti, un pubblico attento: tutti erano pronti lo scorso 11 febbraio ad accogliere un nuovo evento letterario che Rocca di Papa ha regalato alle stampe. Un lavoro corale, grande impegno di numerose persone con ricordi e testimonianze di nonni, zii, parenti, amici, conoscenti: una raccolta che ha coinvolto un intero paese e ha fatto rivivere momenti drammatici che non dovranno mai essere dimenticati…

Citazioni, documenti storici con una cronologia degli avvenimenti curata da Vincenzo Rufini, materiali iconici per illustrare una guerra che ha tolto la vita, privato di speranze una generazione, che ha strappato figli, mariti, nipoti, che lasciato senza alcuna certezza del futuro i presenti, facendo piombare nella barbarie il mondo intero. Una guerra che, circoscritta alle testimonianze, ci ha riportato ai racconti che i nostri nonni narravano con pacato dolore quando i capricci a tavola ci facevano rifiutare il cibo. Pane insanguinato – tale era quello sottratto ai morti in battaglia e distribuito dai tedeschi a chi barattava uova o piccoli servizi di lavanderia – è un lavoro letterario nato dalla memoria collettiva di un’intera comunità con il contributo di intervistatori, testimoni, collaboratori, esperti, curato in modo certosino da Maria Pia Santangeli che ha progettato, coordinato e riordinato questo impegno di squadra, anche con la preziosa disponibilità dell’editore di Controluce Armando Guidoni e di Franco Pagliuso per la raccolta grafica dei testi.

Dalla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940 – sembra di vedere attoniti ascoltatori che piombano nel baratro dell’angoscia incuranti della claque che applaude a comando, durante il famoso discorso di piazza Venezia – all’arrivo degli Alleati il 4 giugno 1944: molte le testimonianze di chi, bambino, li ha visti arrivare alti e aitanti, sicuri di sé, fino al ritorno dei nostri soldati, scampati al fronte, fuggiti, liberati; la faticosa ripresa, ritorno alla normalità e alla pace; nel mezzo chi si arrangiava tra fame, paura, stenti, dolori, tragici bombardamenti, ricostruendo un paese nelle grotte, adattandosi a una vita ch’era sopravvivenza. “Ho cercato i particolari” ha detto la scrittrice, che nelle sue interviste ha voluto portare alla luce gli aspetti quotidiani, i dettagli di una esistenza che non si trova sui libri di testo. Una valanga di documenti e raccolte che non hanno potuto trovar tutti posto all’interno della pubblicazione e che l’autrice stessa auspica di sistemare  all’interno della biblioteca, perché patrimonio di tutti.

Alla presentazione del volume ha preso parte il professor Mancini, autorevole voce storica, che ha elogiato il libro di Maria Pia. “Non è facile superare le reticenze delle persone che hanno vissuto certi traumi, perché tendono a non ricordare – ha detto alla folla presente -. Quando si trovano tante persone pronte a raccontare è certamente un successo. Si ricostruiscono storie, intrecci personali, sullo sfondo di una guerra in cui l’aviazione è stata utilizzata proprio per schiacciare nel terrore le popolazioni, per immobilizzare la gente e costringere i governi alla resa”. Accanto a Maria Pia c’erano le due più giovani collaboratrici del libro, Aurora De Luca e Roberta Carnevali, insieme alle voci di Alberto Querini, Maria Rita Panci e Gianni Fondi, che hanno letto tratti salienti della pubblicazione.

Eloquente e incisiva la copertina di Piero Gentilini, nella quale il titolo tragicamente mostra la drammaticità del momento, tra bombardieri che sganciano morte su un paese inerme… Un impegno lungo, duro e laborioso questo di Maria Pia Santangeli che sarà sicuramente ripagata dall’ottimo risultato finale: un caleidoscopio di testimonianze raccolte, visione d’insieme che specularmente o con simmetrici riscontri, offre al lettore il dono della memoria con la semplicità di un linguaggio che lascia spazio anche al dialetto e avvicina alla realtà rievocata: un passato che tutti dobbiamo conoscere per comprendere chi siamo. Lo dobbiamo a chi ci ha preceduto e alle nuove generazioni per accogliere con consapevolezza e chiarezza ii futuro. 

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