Capitalismo ludico, il sistema per spennare il giocatore

0

ROCCA DI PAPA / Cultura – Più di una volta la ludopatia e in generale la tendenza a scommettere troppo denaro è stata studiata a partire dalla psicologia del giocatore. Giusto, perché comprendere i meccanismi che scattano nella mente del player è la base per studiare soluzioni capaci di evitare gli eccessi. Molto utile però potrebbe risultare un’analisi delle macchine, o meglio delle aziende, che producono la ludopatia. Il gioco d’azzardo si è evoluto negli ultimi anni, e adesso non è più il consumatore a studiare il sistema per cercare di batterlo. Le aziende monitorano il comportamento dei loro clienti, cercando di ottenere da loro il massimo.

Il concetto alla base è piuttosto semplice, e in fondo è nato insieme al gioco d’azzardo. Se un giocatore perde tutto subito, non vorrà riprovare l’esperienza delle scommesse. Il guadagno da parte del banco o dell’avversario sarà quindi limitato alla singola sessione, o a quelle poche che servono a spennare lo sprovveduto della situazione. Se però lo stesso giocatore ha alcune sessioni di vincita, che magari gli permettono di ripianare quasi tutta la perdita precedente, sarà portato a continuare a scommettere, sentendo possibile una rivincita finanziaria. I giocatori d’azzardo più esperti hanno sempre applicato questo trucchetto, in grado di far guadagnare poco alla volta cifre impensabili in una sola sessione di gioco. È un atteggiamento che Dostoevskij rilevava già all’interno de “Il giocatore”, tracciando dall’esterno i comportamenti di una giocatrice incallita. Ma se l’esempio letterario può sembrare fuori dalla realtà, si può pensare a quanto dichiarava un pokerista affermato come Stu Ungar: uno dei più vincenti della storia, per sua stessa ammissione meno di quanto sarebbe potuto essere se avesse usato questa strategia per far abboccare i giocatori meno esperti.

Ora il capitalismo ludico sta portando le persone a essere oggetto di studio da parte delle aziende. Un po’ come accade nei supermercati, dove i consumatori vengono portati a comprare più di quanto necessitino. Basta osservare le abitudini e indurli nella tentazione di acquistare altro. Nel gambling funziona più o meno allo stesso modo, con metodi simili. Nell’online viene data importanza alla grafica, che può far crescere l’utenza di un sito fino al 30%. Per questo esistono slot machine e videopoker con praticamente ogni tipo di tema possibile e immaginabile. L’obiettivo dell’azienda non è solo attirare il giocatore, ma tenerlo il più possibile incollato al proprio prodotto. A questo scopo vengono introdotti bonus intermedi e una sorta di “premio fedeltà”, che convincono i clienti a passare il loro tempo a scommettere per non perdere i privilegi.

Da non sottovalutare anche l’effetto di assuefazione prodotto dal gioco d’azzardo, altro motivo che aiuta i produttori ad aumentare gli introiti. Il modello iniziale è stato introdotto dai videopoker, ma rapidamente adottato da videolottery e slot machine. Ad oggi le ricerche sui giocatori vengono effettuate con dati anagrafici e preferenziali, sfruttando le risorse di internet. Magari promettendo ulteriori bonus per avere qualche informazioni in più. Un gesto che può apparire innocuo e vantaggioso, ma aiuta l’azienda a capire quali tasti premere per mettere in difficoltà il giocatore e invogliarlo a giocare. L’uomo è diventato una cavia del gioco d’azzardo, da studiare per essere spremuta fino al limite. È il regno del capitalismo ludico, il regno della ludopatia.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com