Sindaco, Giunta e Presidente del Consiglio tornano a stipendio pieno. Le accuse e le risposte di Crestini

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ROCCA DI PAPA / Attualità – Sull’aumento degli stipendi di Sindaco, Giunta e Presidente del Consiglio, nell’ultima assise di venerdì è stata una vera  e propria goleada. Dopo aver sbandierato l’inizio di una nuova era all’indomani delle elezioni amministrative che hanno cambiato volto al governo cittadino, e dopo aver sostanziato in prima battuta tale novità con la riduzione degli stipendi, la marcia indietro – e ben sostanziosa – operata negli ultimi giorni dai vertici dell’Amministrazione ha deluso non poco, e non solo i componenti dell’opposizione.

Di fatto, con determinazione n. 234 dell’8 marzo, il Sindaco Emanuele Crestini, il presidente del Consiglio Massimiliano Calcagni e gli assessori Veronica Giannone, Vincenzo Rossetti, Pier Paolo Montalto e Veronica Cimino, si sono visti riconoscere la piena indennità di funzione, da loro stessi richiesta nei giorni precedenti, con la contestuale revoca della determinazione n. 982 del 15 novembre 2016, con la quale gli stessi importi erano stati ridotti del 50%.

I COMPENSI ATTUALI – A far data dal 1 gennaio 2017 agli assessori Rossetti, Montalto, Cimino e al Presidente Calcagni spetta la cifra di 1372,64 euro, a Veronica Giannone, che ricopre anche il ruolo di Vicesindaco, spettano 1677,74 euro. Al Sindaco, invece, dal 1 febbraio 2017, spetta la cifra di 3.049,94 euro.  

LE REAZIONI IN CONSIGLIO – “La luna di miele è finita  e con essa la fantapolitica tanto decantata dall’Amministrazione comunale” ha detto Elisa Pucci, il capogruppo della nuova formazione consiliare Articolo Uno – Movimento Democratico Progressista, mettendo in evidenza la scarsa coerenza degli aumenti con le promesse elettorali fatte  e chiedendo al contempo di rivolgere scuse ai cittadini.

A fargli eco è stato anche il capogruppo del Pd Marika Sciamplicotti, che ha sottolineato le pesanti critiche rivolte alla vecchia amministrazione da parte dell’attuale Sindaco, e richiamando quanto letto dalla consigliera Lorena Gatta nel documento programmatico di inizio mandato, in cui “la Politica deve tornare ad essere al servizio della comunità”. Sciamplicotti, richiamando anche vecchie dichiarazioni del Primo cittadino, che aveva nei passati Consigli comunali duramente attaccato l’ex sindaco Pasquale Boccia, invitandolo a non ritirare la somma accantonata negli anni e riferita al Trattamento di Fine Mandato, ha girato le stesse accuse a Crestini, invitandolo a fare altrettanto, e a rinunciare quindi alla somma di 3.049,94 euro come suo accantonamento annuale. La stessa ha presentato quindi una mozione nella quale ha richiesto l’annullamento della determinazione incriminata.

LE RISPOSTE DEL SINDACO – “Io sono stato l’unico consigliere a non percepire il gettone di presenza – ha ricordato Crestini – e quando ho chiesto all’ex sindaco Boccia di rinunciare al trattamento di Fine Mandato, sono stato fortemente criticato, tanto che decisi di non presentare quella mozione. Ora mi si chiede di rinunciarvi io”.

“Il nostro dovere lo abbiamo fatto – ha detto ancora il Primo cittadino rispondendo alle accuse -, riducendo i nostri stipendi nei primi sei mesi di governo e devolvendo al sociale, e dunque alla collettività, circa 40mila euro. In più c’è da aggiungere che noi risparmiamo circa 14 mila euro l’anno per la mancata nomina dell’assessore ai Lavori Pubblici, ruolo che ho deciso di ricoprire io”.

Di certo la manovra ha avuto il suo contraccolpo tra la cittadinanza, se non altro perchè quando si annunciava il taglio dei costi della politica con lungimiranza e senso di responsabilità, in chiara antitesi con la vecchia Amministrazione, nessuno aveva detto che sarebbe durato solo sei mesi. 

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