Amazzonia, spirali di un surreale fiabesco hanno avvolto gli spettatori al Teatro civico di Rocca di Papa

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 ROCCA DI PAPA / Cultura – Vi è mai capitato di trovarvi immersi in un’aura magicamente surreale e sentirvi intensamente osservati da qualcuno che vi accoglie e in silenzio, vi sfiora muovendosi sinuosamente tra voi, accarezzando le vostre mani e fissando i suoi occhi nei vostri? Di trovarvi catapultati all’improvviso in un’altra latitudine, in pieno clima tropicale, tra liane e piante esotiche, in un luogo che filtra nel blu i suoi misteri e i suoi incanti? Oppure curiosamente tocca i vostri indumenti, la borsa, le chiavi e lentamente, oltrepassando la vostra persona, scivola via con flessuosi movimenti armonicamente in sintonia con l’ambiente? Non è un sogno, è realtà, o meglio una realtà onirica come quella che solo il teatro sa creare… e in questo fine settimana, nel Teatro civico di Rocca di Papa, un numeroso pubblico intervenuto all’esordio del nuovo spettacolo organizzato dalla Produzione Blue in The Face, si è lasciato catturare e gradualmente avvolgere, nelle spirali del surreale fiabesco dell’ultima fatica di Enrico Maria Falconi, Amazzonia.

Un incontro tra culture, il sopravvento, lo scontro, la distruzione, la morte: aspetti di un’umanità sempre più lontana dal cuore, avviluppata agli interessi di pochi che ai sentimenti e al bene comune hanno sostituito il denaro, il successo subito e facile, lo sfruttamento indiscriminato del Pianeta e la distruzione di culture indigene. Un’umanità disumanizzata, che perde i suoi contatti con la Natura dalla quale proviene… Si commuove il pubblico catturato dalla scena, dalla musica splendida, incantato dalla scenografia, ammaliato dai canti partenopei nei quali affiora l’intima essenza dell’uomo, travolto da quella voce che sale dall’anima e si trasforma in preghiera, in una disperata invocazione al Creatore… Laudato si’ mio Signore… E qualcuno si risveglia dal torpore della distrazione: l’uomo comune dalla superficialità dell’indifferenza, ricerca e ritrova la speranza in una condivisa volontà di rinnovata presa di coscienza che inverta il senso di marcia, che porti alla rinascita. Numerosi gli attori, ballerini, cantanti che hanno trascinato il pubblico in un travolgente vortice narrativo: la loro straordinaria interpretazione ha fatto vibrare numerose corde, soprattutto quella di un doveroso ripensamento del ruolo della specie umana su questo nostro Pianeta. Tra gli interpreti, tutti bravissimi, Asia Retico, Virginia Serafini, Andrea Polidori di Rocca di Papa, usciti dalla scuola di recitazione del nostro teatro. Splendida la scenografia, un immenso albero al centro della foresta tropicale, creata dalla nostra concittadina Valeria Fondi coadiuvata da Patrizio De Paolis e Luca Garramone. Originali i costumi di Simone Luciani. Questo nuovo lavoro, corale omaggio a Madre Terra – e ieri era proprio la giornata mondiale della Terra – merita di essere visto da tutti, anche dai nostri figli e dai nostri studenti ed è la conferma che il teatro, il nostro teatro di Rocca di Papa, realizzato grazie a un recupero ambientale è una risorsa preziosissima del territorio, una vera ricchezza “ecologica” che tutti dobbiamo sfruttare senza tema d’inquinare le nostre menti, anzi! 

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