Boccia commenta la sentenza sulle antenne: ‘Mi rivolgo ai cittadini, pretendiamo tutti insieme la demolizione’

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ROCCA DI PAPA / Attualità – La notizia della sentenza del Consiglio di Stato, sopraggiunta nella serata di ieri, ha smosso numerose dichiarazioni e prese di posizioni delle varie parti politiche, e sollevato un forte dibattito in città. 
A dire la sua è stato anche e soprattutto l’ex sindaco Pasquale Boccia, che questa sentenza l’ha aspettata per tutto l’arco dei suoi due mandati. “Grazie a chi ci ha sempre creduto, a tutti quei cittadini che hanno combattuto al mio fianco, grazie alla mia giunta e al personale comunale che mi ha supportato nella mia azione amministrativa tesa sempre e comunque a rispettare il mandato elettorale di contrastare le antenne di Monte Cavo. E un grazie, soprattutto, all’avvocato Piergiorgio Abati  per la professionalità con  cui ha saputo affrontare l’intero iter contro i colossi dell’informazione”. 
Ai ringraziamenti l’ex primo cittadino ha fatto seguire una lunga trattazione di quello che è stata la lunga battaglia alle antenne condotta negli anni.

“Per questo traguardo è stata importante l’azione del sindaco Ponzo che a suo tempo fece l’ordinanza, e la fase condotta con la mia amministrazione, che ha sempre tenuto alta l’attenzione nei confronti di questo annoso problema di Rocca di Papa, che lede l’ambiente e tutti i cittadini. 
Dalla sospensione cautelativa di quell’ordinanza abbiamo iniziato un lungo e faticoso lavoro presso tutti gli organi competenti – ha continuato Boccia-. Basti pensare che durante i miei dieci anni di amministrazione son cambiati 4 governi regionali e 4 governi nazionali, ed ogni volta abbiamo dovuto ricominciare da capo. Ma non ci siamo mai persi d’animo e abbiamo continuato a bussare a tutte le porte”.

“Determinante è stata l’approvazione da parte della Regione Lazio, su nostre pressioni e soprattutto dell’allora consigliere regionale Carlo Umberto Ponzo, della variante al piano territoriale per la localizzazione delle emittenti nel 2008, che individua altri siti al posto di quello di Monte Cavo. I nostri auspici che questo piano potesse essere la soluzione finale si sono infranti però con lo switch off, con il passaggio cioè dall’analogico al digitale, che ha confermato il sito roccheggiano quale sito di emissione. Quando, su nostro sollecito, Piero Marrazzo scrisse al sottosegretario Paolo Romani, esortandolo a rispettare quanto deciso dal piano regionale, questi rispose che lo spostamento non era fattibile e si impegnò ad aprire un tavolo. Questo tavolo nel 2009 giunse alla conclusione che, in attesa dello spostamento delle emittenti televisive, sarebbe stato avviato uno studio di fattibilità per la delocalizzazione delle radio, più facile da realizzare. Tale studio non è mai giunto, sebbene le radio avessero dato la loro disponibilità. 
Nonostante questo abbiamo continuato la nostra battaglia, e nel 2010, in collaborazione con l’Arpa, abbiamo scoperto che alcune emittenti sforavano ampiamente i limiti di emissione, ed abbiamo dunque adottato tutti gli atti consequenziali. 
A seguire abbiamo coinvolto anche l’onorevole Zanda che ha scritto nuovamente all’allora Ministro Romani e al sottosegretario alle telecomunicazioni Paolo Vari, facendosi da tramite della posizione del sindaco di Rocca di Papa, il quale si rendeva disponibile a razionalizzare la presenza delle tv a condizione però che venisse avviato lo spostamento delle radio, e comunque solo per il tempo necessario ad organizzarne la delocalizzazione”.

“Ora sento dire che l’attuale amministrazione sta seguendo la stessa impostazione di quella precedente – ha aggiunto Boccia – . Ma le voci che mi arrivano sono diverse e mi preoccupano molto. Rimane la consapevolezza che in tutti questi anni non abbiamo mai riscontrato a tutti i livelli sovra istituzionali la volontà di dare concretezza a quanto deciso in vari tavoli di concertazione. E quindi c’è stato bisogno l’intervento di un altro potere, quello della giurisprudenza, con la sentenza del Consiglio di Stato che rappresenta un precedente importante per tutti gli altri ricorsi ancora in piedi”.

“Oggi mi rivolgo ai cittadini, a tutta la città di Rocca di Papa – ha concluso Boccia -, ora dobbiamo pretendere quel riscatto che ci hanno negato per anni. Dobbiamo oggi pretendere la demolizione, tutti insieme”.

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