Rocca di Papa, il presidio contro le antenne tra protesta e incontri con il Comune

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ROCCA DI PAPA – Una cinquantina di cittadini si sono radunati questo pomeriggio davanti al Comune di Rocca di Papa per dire “No” alle antenne, sfruttando l’ultima sentenza del Consiglio di Stato che ha sostanzialmente dato la storica opportunità di demolire i tralicci abusivi su Monte Cavo. Vari gli slogan urlati, sopratutto a difesa della salute della comunità, messa rischio dalla continua e trentennale esposizione alle onde elettromagnetiche. Una protesta convinta e vibrante, che alla fine è sfociata in un dialogo costruttivo con il sindaco Crestini, il quale si è reso disponibile al confronto, prima richiamando una delegazione dei contestatori all’interno del Comune e poi scendendo direttamente tra i residenti per ascoltare domande e consigli e dare le relative risposte.

Il Comune di Rocca di Papa ha smentito che le antenne saranno spostate nella zona di Costarelle. E questo appare già una prima notizia, rispetto alle voci delle scorse settimane. Quindi si è messo a disposizione per un confronto continuo con il Comitato di Salvaguardia dell’Ambiente di Monte Porzio Catone e i roccheggiani più sensibili al tema. Quanto allo smantellamento degli impianti dalla vetta, il Comune ha intenzione di richiedere un rimborso per il disagio arrecato in questi anni alla comunità. La delegazione di cittadini ha inoltre chiarito che è consigliabile per l’amministrazione comunale non impelagarsi troppo nelle dinamiche dovute alla delocalizzazione dei tralicci, in quanto questa decisione è di responsabilità della Regione Lazio. 

La sentenza del Consiglio di Stato ha quindi messo un punto su una storia trentennale. Ma ora c’è l’assoluta urgenza, secondo i cittadini accorsi al sit-in, di intervenire e risolvere una vicenda che si protrae da troppo tempo. Nei prossimi giorni si vedrà se la Giunta sta prendendo tempo oppure inciderà, come appare e come dichiarato, nel rispettare il dispositivo del Cds e dare luogo ad una storica demolizione che libererebbe Rocca di Papa da un incubo durato troppo a lungo.

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