Il Consiglio di Rocca di Papa discute sulle antenne. Crestini chiama Boccia, poi il mancato accordo e l’opposizione abbandona l’aula

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ROCCA DI PAPA / Attualità – Come facilmente preventivabile, a dispetto delle tante parole di apertura al confronto politico, l’intesa tra maggioranza e minoranza sul tema delle antenne non c’è stata. La minoranza in blocco – assente Danilo Romei – ieri ha abbandonato l’assise riunita in seduta straordinaria per discutere sulla delocalizzazione degli impianti che insistono abusivamente sulla vetta di Monte Cavo e dintorni, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che l’11 maggio scorso ha dato ragione all’ordinanza di demolizione del 2003 emessa dall’allora sindaco Carlo Ponzo, che era presente in sala, contro la società Ei Towers (Canali Mediaset).
Come annunciato la minoranza ha presentato una mozione che, tenendo in dovuta considerazione tutti i passaggi della storia ventennale della lotta alle antenne – ribadita con verve dall’ex sindaco Pasquale Boccia -, richiedeva tra le altre cose al Consiglio di “continuare fermamente la lotta contro ogni forma di legalizzazione delle antenne sul territorio del Comune di Rocca di Papa”, “rigettare qualsiasi proposta, istanza, strategia o soluzione alternativa di delocalizzazione delle stesse sul territorio comunale”,  “sollecitare l’immediato indirizzo ai tecnici e ai legali incaricati di porre in esecuzione la sentenza senza ulteriore ritardo”, “sollecitare le prescritte azioni legali nei giudizi pendenti concernenti la medesima materia relativa allle altre emittenti aubive sul territorio”, oltre alle predisposizione di un piano di bonifica dei siti e di riqualificazione dei beni arbitrariamente compromessi.
La dialettica si è interrotta quando l’Amministrazione comunale ha modificato il contenuto nella mozione, sostituendo le richieste avanzate con la convocazione di commissioni consiliari formate da tutti i capigruppo per discutere della questione.
Le richieste da parte della minoranza erano riferite alla necessità di ribadire il “no” alle antenne sul territorio di Rocca di Papa, soprattutto alla luce della nota inviata dal Comune alla Regione Lazio in data 12 aprile, nella quale il primo cittadino comunica di acconsentire allo spostamento delle emittenti televisive su altro sito comunale – pare già individuato attraverso l’invio di una planimetria -, chiedendo al contempo le modalità con cui tali installazioni debbano essere effettuate, in termini di altezza dei tralicci, vincoli, ed altro.
 
A creare astio, in un Consiglio aperto con le parole di distensione del consigliere di maggioranza Lorenzo  Romei, che ha lodato l’ex primo cittadino Ponzo, è stata anche l’assemblea pubblica sulle antenne indetta dall’Amministrazione pochi giorni prima del Consiglio straordinario richiesto dalle minoranze, dopo che alle stesse era stato richiesto di accordare una dilazione dei tempi di convocazione per preparare bene i documenti.

“Abbiamo voluto il confronto politico all’interno di un Consiglio specifico  – ha detto la consigliera di Articolo 1 -Mdp Elisa Pucci, che ha illustrato la mozione –  perchè e l’unica sede deputata a delineare un indirizzo politico che riguarda tutti e non una solo una parte della cittadinanza.

E’ stato scorretto il fatto che la richiesta del Presidente del Consiglio di una proroga per la convocazione dell’assise, è servita al sindaco per organizzare un incontro coi cittadini preventivo, solo per fare uno show personale, che dal nostro punto di vista quindi è stato poco  costruttivo e soprattutto scorretto nei confronti del nostro ruolo istituzionale. Solo il Consiglio comunale può prendere impegi seri per la cittadinanza, come è stato nel 1998, quando l’assise votò all’unanimità che Rocca di Papa non poteva essere individuata come sito per l’installazione di impianti di radiodiffusione”.
 
“Ci sono delle antenne che non hanno fatto ricorso all’ordinanza di demolizione e che si potevano abbattere già prima – ha detto provocatoriamente il consigliere di maggioranza Paolo Gatta -, ma non c’è stata tutta questa solerzia nel rimuoverle”. 
 
 Dal sindaco Crestini sono giunti appelli alla minoranza, rivolti soprattutto al suo predecessore Boccia, per giungere ad una decisione unanime, ovviamente rimasta solo nelle parole. “Dopo la sentenza del Consiglio di Stato ho richiesto alla Regione Lazio un incontro per discutere del piano di delocalizzazione delle radio, ma all’incontro del 13 giugno non si è presentato nessuno – ha detto il primo cittadino -. Ho richiesto quindi ai tecnici comunali quali emittenti possono essere delocalizzati, e mi hanno riferito che lo spostamento è fattibile giuridicamente ma difficile da un punto di vista tecnico. Abbiamo inoltre dato mandato ai legali di richiedere di velocizzare il giudizio in corso sul traliccio su cui sono posti gli impianti di EI Towers oggetto della sentenza. Io non voglio fare l’antennaro – ha concluso il sindaco – e non ho interessi personali, rappresento solo il volere dei cittadini, ma bisogna essere realistici. Negli anni solo un atto prodotto dalle amministrazioni che si sono succedute è andato a termine – l’ordinanza del 2003 – il resto non ha sortito alcun effetto e le antenne sono sempre lì. Vi chiedo quindi di aprire un tavolo serio e concreto per trovare insieme delle soluzioni”.
 
“E’ vero che gli atti prodotti hanno prodotto poco – ha detto Boccia – ma non si può non considerare i lunghi anni di lotte svolte dalle Giunte che si sono succedute al fianco dei cittadini di Rocca di Papa, con in testa i comitati di quartiere ed il battagliero comitato dei Campi d’Annibale con l’allora presidente Gianfranco Silvestrini. Non c’è stata la volontà e l’impegno degli organi sovracomunali di contrastare l’abusivismo delle antenne mentre oggi ci si accanisce contro intere famiglie.  Oggi gioisco del risultato storico che abbiamo raggiunto, frutto di un lavoro certosino svolto negli anni e soprattutto figlio di quella svolta nell’impostazione del Comune contro le antenne che è intercorsa dal 2003, quando cioè è iniziata la battaglia serrata di tutta la comunità di Rocca di Papa. Certo, abbiamo dovuto attendere i tempi giuridici, ma di certo non potete affermare che quello che avete richiesto alla Regione Lazio ricalca le intenzioni della passata gestione amministrativa, perchè quello che abbiamo sempre so

stenuto noi è un fermo ”no’ alle antenne. Nel 2007, nello specifico, a seguito di un incontro al Ministero, ci siamo dichiarati disponibili a delocalizzare prima le antenne radio, perchè lo spostamento sembrava maggiormente fattibile, in attesa che fosse concluso il processo di digitalizzazione all’epoca in corso delle emittenti televisive”.

 
“Sul problema nessuno ha fatto nulla, abbiamo riscontrato solo menefreghismo e pressappochismo – ha continuato Boccia – ma non possiamo non ricordare che se siamo qui a discutere della delocalizzazione è perchè nel 2009 la Regione Lazio, su pressione del Comune di Rocca di Papa, ha inserito nel piano territoriale di coordinamento che il sito di Rocca di Papa deve essere abbandonato e riqualificat0. Oggi la sentenza storica del Consiglio di Stato  ci permette di fare quello che prima abbiamo sostenuto e gridato in tutte le sedi solo per atto di coraggio”. 
“I cittadini non vogliono le antenne – ha sentenziato il consigliere Ottavio Atripaldi -. La lettera inviata alla Regione Lazio è un grosso passo falso che, nonostante le rassicurazioni e i proclami, calpesta venti anni di lotte in sfregio alla comunità che da anni subisce questa ingiustizia. Chiedo – ha concluso accompagnato da un battito di mani – che venga subito emanata l’ordinanza di demolizione in ottemperanza alla sentenza”.
 
In aula anche l’ex delegato alle Antenne del sindaco Crestini, Bruno Petrolati, il cui allontanamento dalla maggioranza in un momento tanto delicato, non può non nascondere una divergenza di opinoni. Osservazioni, invece, sono arrivate dai banchi dell’opposizione, sprattutto dal consigliere Massimo Grasso, per l’assenza dell’assessore all’Urbanistica Veronica Giannone.

Poi i toni alti, l’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione, e, un niente di fatto.

 
 
 

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