Basta prese in giro! Il problema delle antenne non può scadere nella demogogia

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ROCCA DI PAPA / Attualità – La speranza che il problema delle antenne venga affrontato in maniera seria e responsabile, aldilà delle beghe politiche e delle posizioni ideologiche sta definitivamente per tramontare. L’esito del Consiglio straordinario sul tema, conclusosi con l’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni, ha del resto già parlato chiaro.
L’ultimo comunicato di oggi del sindaco Emanuele Crestini, poi, nel quale ribadisce che le antenne le vuole togliere davvero, in realtà non è che una serie di frasi vuote  che non aggiungono nulla di nuovo a quanto più volte detto e ridetto negli anni, e cioè che nonostante i numerosi tentativi  e richieste presso gli Enti Superiori, le antenne stanno ancora lì.
Su questo il primo cittadino ha pienamente ragione. 
Il comunicato poi è ben condito di accuse verso la passata amministrazione e chiude con invettive all’attuale minoranza, rea di aver abbandonato  l’aula per la divergenza di vedute.
Insomma, niente di nuovo e sempre peggio, e il problema dei tralicci  di Monte Cavo si confonde nella polemica politica invece di scendere nei dettagli tecnici ed essere realmente trasparente ed onesta.

“Quelle stesse persone che oggi si agitano tanto in Consiglio Comunale sono proprio quelle che potevano abbattere da anni le antenne e non lo hanno fatto” questa è una delle invettive mosse nel comunicato e pià volte ripetuta dai membri della maggioranza di governo. Ebbene, aldilà degli schieramenti politici, ciò che viene spontaneo chiedere ad ogni cittadino, che vede da anni sulla propria testa quella ferraglia brutta e – anche senza studi scientifici ufficiali – dannosa, è il perchè se si potevano togliere prima non lo si fa adesso, e al contrario si accampano ulteriori spiegazioni che in sostanza ricalcano quelle date negli anni passati.

In più, però, stavolta – nonostante la sentenza del Consiglio di Stato che da ragione all’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Rocca di Papa nel 2003 contro le reti Mediaset –  c’è una nota ufficiale a firma del sindaco inviata alla Regione Lazio, in cui si chiede di conoscere le modalità con cui dovrebbero essere installati nuovi tralicci sul territorio per essere a norma. “Solo per conoscenza” ha detto Crestini rispondendo alle interrogazioni dei membri dell’opposizione, intanto però c’è più di qualcosa che non viene detta ai cittadini, e che, carte alla mano, hanno diritto di sapere su quali antenne si cerca di operare l’abbattimento, e per quali invece, si cerca almeno di ripiegare sullo spostamemto in un sito più idoneo e meno impattante.

Ad oggi però solo demagogia, e, purtroppo, una presa in giro per i cittadini.

 

Il TESTO DEL COMUNICATO DEL SINDACO 

“Sono stato eletto con un mandato preciso: quello di togliere le antenne. Questo era un punto su cui mi sono impegnato già da consigliere di opposizione. Come candidato sindaco ho ottenuto consensi e voti anche per questo. E da sindaco, come potrei tollerare una situazione come quella che si è stratificata negli ultimi 40 anni? Dobbiamo recuperare l’integrità e la bellezza di questi luoghi, il territorio della nostra comunità. Anch’io vivo qui, con la mia famiglia. Le antenne devono andare via! Rocca di Papa il mese scorso ha vinto al Consiglio di Stato. Una sentenza storica che segna un traguardo importante, che deriva anche dall’impegno di alcune amministrazioni precedenti. L’ex sindaco Boccia, ora consigliere di minoranza, nel 2012 aveva emesso un’ordinanza (n. 186/2012) nella quale dispose l’abbattimento delle antenne di Monte Cavo. Alla formale perentorietà del documento, però, non ha fatto seguire alcun effetto sostanziale. Le antenne sono ancora lì. E quelle stesse persone che oggi si agitano tanto in Consiglio Comunale sono proprio quelle che potevano abbattere da anni le antenne e non lo hanno fatto. Perché? Questo è il passato. A oggi, grazie soprattutto alla recente sentenza del Consiglio di Stato, che abbiamo fortemente voluto, siamo più vicini all’abbattimento. Quello vero. Occorre però mettere a punto alcune strategie amministrative. Le dobbiamo concordare con istituzioni come la Regione e alcuni ministeri, che hanno voce in capitolo sul tema. Ecco perché è stato necessario aprire un dialogo con queste istituzioni, finalizzato alla demolizione delle antenne. Nel Consiglio Comunale del 20 giugno, dopo tanti discorsi retorici di alcuni rappresentanti della minoranza, i cittadini hanno dovuto assistere increduli alla loro fuga. Il Consiglio si è chiuso con l’assenza dei consiglieri di minoranza, che hanno abbandonato i lavori. Evidentemente, preferiscono invece di cercare soluzioni concordate. Noi andremo avanti comunque.”

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