Internet in Italia, come cambiano le infrastrutture e gli strumenti

0

Più infrastrutture e più strumenti, dal punto di vista qualitativo e quantitativo: se guardiamo allo stato di diffusione di Internet in Italia ci accorgiamo di come siano queste le caratteristiche principali delle trasformazioni degli ultimi anni, rese possibili da un lato dallo sviluppo dei dispositivi tecnologici per l’accesso alla Rete (su tutti gli smartphone) e, dall’altro, dalle nuova modalità infrastrutturali per la navigazione stessa.

Gli obiettivi dell’Agenda 2020

È cosa nota che l’Italia deve “rispettare” le decisioni dell’Unione Europea in merito alla cablatura dei vari Stati Membri entro i prossimi tre anni, ovvero la cosiddetta Agenda 2020, che prevede per il nostro Paese il raggiungimento della soglia di almeno l’85 per cento di territorio coperto da fibra ottica, con una velocità di connessione media che non dovrebbe essere inferiore a 100 Mega al secondo.

La situazione in Italia

In realtà, l’attuazione concreta di questo piano ha avuto vari intoppi (gli ultimi sono fatti di cronaca recente, con le polemiche tra Telecom e il Governo sull’assegnazione dei bandi per l’infrastrutturazione del territorio), per cui la diffusione della connessione veloce procede ancora a rilento. Tuttavia, qualche passo in avanti si sta compiendo, grazie in particolare agli sforzi degli investitori privati, che hanno iniziato a sfruttare anche tecnologie differenti per portare la linea veloce nelle case degli italiani: l’esempio più concreto è quello di Eolo, che attraverso un sistema di connessione wireless via radio ha iniziato a diffondere la propria Adsl senza linea telefonica in 13 regioni dello Stivale, con risultati importanti per quanto riguarda il gradimento e la soddisfazione della clientela.

La vecchia Adsl resiste

Nonostante l’avanzamento del nuovo, infatti, la tecnologia Adsl continua a essere quella preferita degli italiani, innanzitutto per due motivi pratici: si tratta di un sistema rodato e che funziona in modo ottimale, ben radicato sul territorio e con una velocità di connessione che è diventata nel tempo sempre più stabile e dunque affidabile. Più che la fibra, allora, che stenta a raggiungere tante aree del nostro Stivale, è proprio la vecchia Adsl a garantire in tanti comuni italiani l’accesso al Web.

Il sorpasso del mobile

Qualcosa comunque sta cambiando, nel nostro Paese, almeno dal punto di vista delle abitudini di connessione al Web: il tradizionale pc desktop è stato infatti superato dagli smartphone, che hanno messo la freccia e conquistato la palma di dispositivo più usato per accedere a Internet. Secondo gli ultimi dati di comScore, il sorpasso si è registrato a marzo 2017, quando 9,3 milioni di utenti hanno effettuato l’accesso a Internet esclusivamente da dispositivi mobili, mentre la quota di chi ha usato il computer è stata di 9,1 milioni.

Cambiano le abitudini

In complesso, la Total Digital Population italiana risulta composta da 37,3 milioni di visitatori unici desktop e mobile; la maggior parte di questa platea è comunque rappresentata dagli utenti multi-piattaforma, ovvero che dividono il proprio tempo online tra pc e smartphone, che sono circa la metà della popolazione digitale italiana (51 per cento), in crescita di 4 punti percentuali rispetto al 47 per cento che era stato registrato nel settembre 2016.

Si fa strada il mobile only

Quello che salta agli occhi è la crescita esponenziale dell’audience “mobile only“, ovvero gli smanettoni da display di telefonino: nei sei mesi tra settembre 2016 e marzo 2017, infatti, lo smartphone ha continuato a erodere terreno al computer (fino al sorpasso raccontato), con percentuali di incremento in tutte le principali categorie di contenuto. Ad esempio, la lettura delle News da mobile è passata dal 28 al 40 per cento, il Retail dal 22 al 33 per cento, lo Sport dal 41 al 51 per cento, a riprova della sempre maggiore presenza del telefono nelle nostre vite.

 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com